BIO

Photobooth 38 ph Alessandro Migliardi

ph. Alessandro Migliardi

Ciao!

Sono Elena, storico dell’arte per vocazione, designer, illustratrice e grafica per genetica.

Da sempre mi diverto a disegnare e creare oggetti con le mie mani nella folle ambizione di costruire da me il mondo che vorrei. Nell’anno del signore 2015 fondo Ri.Abito, il luogo in cui ripensare, recuperare, reinventare, sperimentare, sovvertire, rispettare, ri.abitare la mia vita, il mio lavoro. Se volete saperne di più date una sbirciatina all’intervista che Carmela Barbato mi ha fatto per il suo blog! 🙂

Quando e come nasce RI.ABITO?

Sono Elena Manocchio, designer e artigiana napoletana e RI.ABITO  è il mio laboratorio creativo, la mia officina, la mia scommessa lavorativa.

Dopo qualche anno di lavoro (bello ma vagamente disperato) come storico dell’arte ho partecipato a un progetto del Comune di Napoli (Vivaio donna). Quella è stata l’occasione di mettere in ordine qualche idea e dargli una forma imprenditoriale: si, perché il lavoro di designer/artigiano non si limita agli aspetti più tecnici e creativi ma è, a tutti gli effetti, un’organizzazione d’impresa che deve tenere insieme, e saldamente, anche gli aspetti più squisitamente economici e fiscali, quelli commerciali e quelli di marketing.

Cosa accade in questa “officina creativa” quando una nuova idea bolle in pentola?

Ogni giorno viene fuori qualche idea nuova e devo dire che qui la macchina creativa è sempre in moto. Dal pensiero all’azione è un attimo e i processi di realizzazione dei miei prodotti sono molteplici e vari: amo spaziare dalla progettazione tradizionale a mano libera fino a sfruttare le risorse digitali; è poi indispensabile cimentarsi nella costruzione di prototipi e modelli utilizzando le tecniche più disparate per testare in concreto la reale fattibilità del progetto e la sua effettiva realizzabilità. Poi va fatto uno studio sul prodotto, sui costi di produzione, sulla collocabilità sul mercato e sul prezzo di vendita. Questo studio passa attraverso esperienze diverse, dai social alle fiere di settore ai test nei punti vendita (il mio è da RiMani a Passeggiata Colonna – presso piazza Amedeo – , Napoli).

Un prodotto Ri.Abito non può dirsi finito senza un packaging adeguato: uno dei più grandi divertimenti della mia vita è congegnare la confezione giusta per i miei prodotti, la grafica più appropriata, i colori più indovinati.

Forse non è un caso che in un laboratorio così vario e sfaccettato sia nata una linea dal nome “Poliedrica”.

POLIEDRICA

Etimologicamente il poliedro incarna perfettamente l’anima di Ri.Abito (πολύεδρος «dalle molte dimore») e la sua forma geometrica ben raffigura la varietà dell’esperienza umana e la necessità di sperimentare i molteplici aspetti della vita (molte dimore) nell’ambizione della conoscenza di sé.

L’amore per le forme dunque, l’interesse scientifico (che è poi quello umanistico), la seducente consapevolezza della complessità e pluralità dell’animo umano ha dato vita a Poliedrica, una linea di oggetti in legno e metallo (argento e acciaio su tutti): collane, orecchini, bracciali, anelli, ma anche portachiavi, appendiabiti e tanti altri accessori per la casa. Tutto rigorosamente lavorato e dipinto a mano.

La scelta dei materiali è stata frutto di un’attenta ricerca: il legno è stato accuratamente selezionato per le sue caratteristiche di lavorabilità, resa estetica, leggerezza; i colori utilizzati sono smalti all’acqua miscelati nel mio laboratorio per creare delle nuances inedite e accostamenti trendy.

La ricerca non è conclusa e ad oggi sto sperimentando nuove tipologie di colorazione, ancora più eco-friendly e resistenti.

Dagli arredi per la casa ai bijoux. Qual è il filo conduttore?

Il percorso creativo non è mai un viale dritto e sicuro, è più un sentiero largo e sinuoso in cui ci si sofferma a tratti, si va spediti in altri, ci si distrae in percorsi alternativi, a volte si inciampa, si fa qualche passo indietro, si ricomincia daccapo con qualche dubbio in meno e qualche consapevolezza in più.

Ri.Abito è il nome che ho dato al mio sentiero e non è un nome casuale: abitare è un concetto piuttosto ampio e complesso che difficilmente si incastra in quattro mura, si può abitare una casa certo, ma anche una città, si può abitare una relazione oppure uno stato d’animo, un libro, un piccolo gioiello.

Abitare è un pensiero rassicurante e accogliente ma profondamente vitale e instabile, e a me interessa tutto ciò che ruota attorno a tale articolata visione di questo verbo e, per quanto sia nelle mie capacità, provo a darne una mia interpretazione… è questo che intendo con Ri.Abito!